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COME ORGANIZZARE al meglio UN VIAGGIO FAI DA TE IN TOGO

Sulla base della mia esperienza personale, organizzare un viaggio fai da te in Togo – dando per scontato che sappiate con certezza in quale sfera del globo vi dirigete, evitiate accuratamente di confonderlo con l’omonimo biscotto ricoperto al cacao e proviate ad avventurarvi anche in Ghana e Benin – non è affatto complicato. Anzi, oserei dire, rivolgendomi soprattutto a quei viaggiatori abituati ormai da anni a pianificare ogni minimo dettaglio in completa autonomia, che potrebbe trattarsi, senza esagerare, di un gioco da ragazzi. 

Come da prassi però, è importante che adottiate alcune piccole precauzioni senza le quali il vosro viaggio potrebbe assumere connotati sgradevoli o rivelarsi addirittura deludente. Ricordatevi che l’Africa, purtroppo, da innumerevoli punti di vista, – tra i quali è bene menzionare la sanità precaria, la rete viaria deficitaria e i mezzi di trasporto inadeguati ai quali ho già avuto il piacere di dedicare un articolo – non è l’Europa.

Quindi, per fare in modo che tutto fili liscio come l’olio o che, nella peggiore delle ipotesi, incappando in qualche accidentale disavventura riusciate a limitare i danni e a cavarvela egregiamente, prendete nota delle informazioni che ho riportato qui di seguito. Dopotutto ne va della felice riuscita del vostro viaggio! 

QUANDO ANDARE IN TOGO

Quando si desidera visitare un Paese o una determinata area geografica, uno degli aspetti di cui bisogna tenere maggiormente conto è senz’altro lo stabilire il periodo più opportuno da un punto di vista metereologico per poterlo fare. Siete d’accordo? 

Ebbene il Togo, un territorio composto da sei aree geografiche il cui clima spazia dal caldo tropicale del sud a quello dell’arida savana a nord, presenta sostanzialmente due stagioni: quella secca – la più idonea a recarsi nel Paese – compresa tra novembre e marzo, durante la quale le precipitazioni sono pressochè inesistenti e in alcune zone del Paese le temperature raggiungono talvolta i 35 o 40 gradi e quella piovosa – presente soprattutto nelle zone interne – compresa tra aprile e ottobre, in cui la pioggia cade copiosa creando addirittura allagamenti.

Qualora vi ritrovaste con diversi giorni di ferie da esaurire durante la stagione secca e, da grandi appassionati di fotografia quali siete, decideste di portare con voi un apparecchiatura fotografica di tutto rispetto, ricordatevi che dovrete fare i conti con l‘harmattan, un vento polveroso proveniente dal Deserto del Sahara il cui pregio, oltre a quello di attenuare il caldo opprimente e ridurre il tasso di umidità presente nell’aria, è di rendere difficile la vita allo sventurato fotografo di turno.

Una bambina del Niger

IL VISTO E LE VACCINAZIONI 

Per recarvi in Togo, oltre al canonico passaporto con validità residua di 6 mesi, è necessario che vi muniate di un visto di ingresso richiedibile ed ottenibile presso il Consolato del Togo a Roma al costo di 50 euro o direttamente all’aeroporto di Lomè, previa una lunga fila, una volta che avete recuperato i vostri i bagagli. 

Nel secondo caso il costo del visto è di 10.000 cfa (15 euro) e la sua validità è di sette giorni, rinnovabile senza costi aggiuntivi presso le autorità competenti per tutto il periodo in cui avete intenzione di soggiornare.

Per quanto riguarda le vaccinazioni, un argomento scottante che suscita spesso contrasti e discordanze di opinioni tra i viaggiatori, vi suggerisco, evitando comunque di creare inutili allarmismi, di non prendere sottogamba la situazione sanitaria che affligge il Paese. 

Innanzitutto, è bene che stipuliate una polizza assicurativa che preveda la copertura di spese mediche e di rimpatrio aereo sanitario poi, previo il parere di un medico competente, prendete in considerazione di effettuare la profilassi antimalarica (tramite l’assunzione di compresse di Lariam – mutuabile – o di Malarone – a pagamento) e la vaccinazione contro la febbre gialla. Nel caso desideriate maggiori chiarimenti a riguardo, consultando il sito di Viaggiare Sicuri troverete sicuramente risposte esaustive alle vostre domande.

COSA METTERE IN VALIGIA

Nell’organizzare un viaggio fai da te, immagino abbiate spesso dovuto affrontare e risolvere l’inevitabile “grana” che riguarda la scelta di quanta biancheria, quanti vestiti o accessori dovere portarvi appresso e decidere di conseguenza se far uso di una valigia, di un trolley o di uno zaino per partire. O mi sbaglio? Suvvia, a chi non è mai capitato di confrontarsi con un tale “rebus”?

A seguito delle diverse esperienze di viaggio accumulate sul groppone, i migliaia di chilometri percorsi a piedi nei luoghi più impensati, i rientri a casa con la valigia stracciata, l’abbigliamento in eccesso spesso inutilizzato, gli oggetti personali di grande valore affettivo persi per la strada o abbandonati sbadatamente in qualche hotel, ho scoperto che uno zaino da 70 litri è in grado di contenere tutto ciò di cui ho realmente bisogno in viaggio.

In Togo, un Paese nel quale il caldo imperversa un pò ovunque tutto l’anno e le temperature sono elevate, è sufficiente che vi portiate qualche paio di pantaloncini corti, alcune magliette scolorite da usare in loco ed eventualmente regalare – come feci io a fine viaggio – a chi vi sta o è vi stato particolarmente a cuore, una felpa nel caso troviate nella zona degli altopiani ciabatte o sandali e, nel caso ne sentiate il desiderio, qualche pallone o giocattolo da regalare ai bambini che incontrerete lungo il vostro cammino. Ciò che sarebbe meglio evitare di fare è di regalare loro le caramelle: chi mai potrebbe permettersi di pagare un dentista per curare i denti cariati?

Inoltre, se per molti di voi il caldo potrebbe assumere le sembianze di un nemico contro il quale essere sareste costretti a combattere invano, al calar del sole e durante la notte, fate attenzione alle zanzare. Il consiglio che vi posso dare è quello di procurarvi, prima di partire, una zanzariera da viaggio e una massiccia dose di Autan al fine di preservare integra da punture la vostra pelle.

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Le case dei Tamberma

DOVE ALLOGGIARE

Come avrete avuto modo di capire, grazie alla sua posizione geografica altamente strategica, alla presenza di attività commerciali di vario genere e alle attrazioni più o meno interessanti da non perdere, è a Lomè che si concentra la maggior parte delle strutture ricettive presenti in Togo. 

Ciò non toglie, però, che il resto del Paese ed in particolar modo alcune città importanti quali Kpalimè, di cui vi ho già parlato brevemente, Atakpamé, un tempo dimora prediletta dai colonizzatori tedeschi e oggi importante “centro commerciale” o Kara, una comoda base di partenza alla scoperta della Valle dei Tamberma, ne siano privi.

Indipendentemente che siate alla ricerca di una sistemazione “spartana”, caratterizzata dalla presenza di un letto singolo o matrimoniale e da un ventilatore a pale o a piantana o di una più “sofisticata” e confortevole con aria condizionata e televisione in camera, dimenticate anche solo per un attimo l’igiene e la pulizia di casa vostra. Altrimenti, parliamoci chiaramente, che razza di viaggio avventuroso fai da te sarebbe? 

Se fossi in voi, qualora se ne presentasse l’opportunità, “approfitterei” tra l’altro della cordialità e dell’ospitalità del popolo togolese – sempre pronto ad aprire le porte di casa allo “straniero” – allo scopo di “testare e collaudare” un simpatico soggiorno in famiglia. Nelle aree rurali del centro nord, laddove l’accoglienza conserva ancora un sapore antico, un’eventuale esperienza di questo tipo vi lascerà rcordi indelebili. Provare per credere!

COSA MANGIARE 

Siete pronti a gustarvi i piatti della cucina togolese e a leccarvi i baffi a fine pasto? Detta così vi farà anche ridere, ma è la pura verità. La cucina togolese, e non lo dice il sottoscritto, bensì chi ha avuto la fortuna di visitare diversi Paesi del continente nero e porre diverse specialità culinarie a confronto, è infatti una tra le più appetitose e saporite dell’Africa occidentale

Basata principalmente sull’utilizzo della pate, una specie di impasto preparato con manioca, miglio, frumento che viene solitamente accompagnato da una salsa d’arachide (arachidi), di boeuf (manzo) o di gombo (una verdura color ocra), la cucina togolese vanta specialità degne di nota quali il già citato fufù (un puré di patata servito con carne o verdura), il koliko (patata dolce fritta) e la pintade (la faraona), che ahimè non ho mai assaggiato. In compenso però, a mia insaputa, ho assaporato la salsa di “agutì”, un grazioso roditore che assomiglia vagamente alla nutria. Volete conoscere le mie impressioni? Non ci crederete, ma il suo sapore non era per niente male!

In città e nei villaggi, posizionate l’una accanto all’altra sul ciglio della strada davanti alle abitazioni, spuntano come funghi le bancarelle gastronomiche nelle quali giovani madri con il volto sudato servono il “cibo di strada”, un valido approvvigionamento alimentare low-cost per una larga fetta di popolazione affetta da indigenza per viaggiatori solitari curiosi e desiderosi di provare “manicaretti” nostrani. 

Se tuttavia il “cibo di strada” non è la soluzione che andate cercando, potete tranquillamente sedervi al tavolo di un qualsiasi ristorante aperto quasi sempre a pranzo e a cena, o scegliere di buttarvi a capofitto in un supermercato (presente prevalentemente in città) e scialacquare denaro nel comprare derrate di importazione. Per cortesia, fatemi un favore: evitate di saziarvi con i cosiddetti spaghetti alla bolognese!

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Convivialità in famiglia a base d fufù

LA VALUTA LOCALE

In Togo, come in altri 13 Stati africani di lingua francofona, tra i quali spiccano il Benin e il Senegal, la valuta locale utilizzata è il Franco CFA (nel 1945 era l’acronimo di Franco delle Colonie Francesi d’Africa, oggi di Comunità Finanziaria Africana), il nome di due valute comuni a tutti i paesi aderenti, alcuni dei quali riuniti nell’UEMOA (Unione Economica e Monetaria Ovest Africana), altri nel CEMAC (Comunità Economica e Monetaria dell’Africa Centrale). Il cambio, effettuabile nella maggior parte dei casi nelle banche, è: 1 euro = 655,955 CFA. Arrivati a questo punto, vi servono altre informazioni? Ma certo, che sbadato, dimenticavo di dirvi come raggiungere il Togo in aereo!

I VOLI PER IL TOGO

Dall’Italia, per raggiungere l’aeroporto internazionale Gnassingbé Eyadema di Lomé, le compagnie aeree di Air France, Ethiopian Airlines, Brussels Airlines e non solo, garantiscono servizi affidabili e sicuri con partenze dalle più svariate città italiane. Naturalmente, preparatevi ad effettuare uno scalo e ad attendere alcune ore a terra prima di ripartire e giungere a destinazione!

Tanti saluti e a presto!
Simone
Simone
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